Preparazione uliveto autunno
Come si prepara il terreno per la nuova stagione

Azienda agricola Alessandro Capitoni

L’autunno, per chi lavora con la terra (e per chi come me vive tra olivi e stagioni), è tempo di riflessione e ripartenza.

Dopo la raccolta delle olive che qui in Toscana arriva tra fine ottobre e novembre, l’uliveto entra in una fase fondamentale: quella della preparazione per l’anno nuovo.

Sì, perché l’ulivo non va mai davvero in vacanza. Anche se sembra dormire, tra foglie argentate e rami che riposano, il terreno sotto di lui va preparato, curato, rispettato.

Ed è proprio in autunno che si mettono le basi per una fioritura sana e una produzione di qualità.

Oggi vi racconto come si prepara un uliveto in autunno, quali operazioni fare, quando e perché. Così, se anche voi volete prendervene cura come si deve, sapete da dove partire.

Perché l’autunno è così importante per l’uliveto?


L’autunno è la stagione della transizione.
L’ulivo ha dato tutto quel che poteva con i suoi frutti, e ora si appresta ad affrontare l’inverno.

Ma prima che arrivi il gelo o l’umidità più intensa, bisogna intervenire sul terreno e aiutare la pianta a recuperare le energie perse.

Preparare bene il suolo in questa fase significa:
• Favorire il drenaggio e l’ossigenazione delle radici
• Evitare ristagni d’acqua (pericolosissimi)
• Ripristinare la fertilità del terreno
• Ridurre le malattie fungine o batteriche
• Aumentare la resistenza al freddo

In pratica: si lavora oggi per raccogliere meglio domani.

Come si prepara il terreno di un uliveto in autunno


Vediamo adesso, punto per punto, le operazioni principali che svolgo io ogni anno – e che consiglio anche a chi ha pochi olivi ma ci tiene a fare le cose per bene.

1. Pulizia del terreno
Subito dopo la raccolta, la prima cosa da fare è pulire bene l’area intorno agli ulivi.
Cosa si rimuove:
• Foglie secche cadute in eccesso
• Rametti, residui di potatura o raccolta
• Olive cadute a terra (per evitare muffe e parassiti)

Consiglio da campo: le olive rimaste a terra troppo a lungo possono attirare la mosca olearia e provocare fermentazioni nel terreno. Meglio eliminarle subito.

2. Lavorazione leggera del suolo
Non serve zappare tutto come fosse un orto, ma una lavorazione superficiale del suolo è fondamentale per:
• Arieggiare il terreno
• Interrompere la crosta superficiale
• Favorire l’infiltrazione dell’acqua

Io uso un ripuntatore leggero o una fresa a denti mobili, giusto per non rovinare le radici ma smuovere un po’ la terra. L’importante è non lavorare troppo in profondità (massimo 15 cm).

3. Letamazione o concimazione organica
L’ulivo, dopo la produzione, ha bisogno di recuperare i nutrienti persi. E il modo più sano (e contadino) per farlo è quello antico: il letame maturo o compost.
Ogni 2–3 anni, distribuisco del letame bovino ben fermentato alla base delle piante. In alternativa, si possono usare:
• Compost vegetali
• Humus di lombrico
• Pollina pellettata

Importante: Non eccedere mai con l’azoto. Gli ulivi amano i suoli equilibrati, non troppo ricchi.
Un eccesso di concime porta a molta vegetazione… e poche olive.

4. Sovescio: il verde che nutre
Una pratica che mi piace (e che consiglio sempre) è quella del sovescio, ovvero la semina di piante a rapido sviluppo (leguminose, graminacee, crucifere) che poi vengono interrate a primavera.

Che cos'è il sovescio? Scoprilo leggendo qui

A cosa serve il sovescio:


• Migliora la struttura del terreno
• Aumenta la sostanza organica
• Limita l’erosione
• Stimola la biodiversità del suolo

Le mie preferite? Favino, senape, veccia e avena.
Si seminano tra ottobre e novembre, e a marzo si interrano leggermente.
Un modo naturale per “dar da mangiare” al terreno.

5. Controllo del drenaggio
L’autunno può portare piogge intense. Se il terreno dell’uliveto è troppo compatto o poco drenante, si rischia il ristagno idrico — e per l’olivo è la cosa peggiore.
Cosa faccio:
• Controllo le pendenze e i fossi laterali
• Creo piccoli solchi di scolo (a mano o con trattorino)
• Verifico che le zone più basse non restino allagate

Segreto da chi ci ha sbattuto il naso: un ristagno invernale può fare più danni di una gelata.

6. Monitoraggio delle piante
Mentre si prepara il terreno, è anche un buon momento per osservare le piante da vicino:
• Tronchi con segni di cancri?
• Rametti secchi da potare?
• Foglie con macchie o anomalie?

Un controllo visivo in autunno evita brutte sorprese a primavera.
E se c’è bisogno, si interviene con trattamenti naturali o rameici leggeri.

Cosa NON fare in autunno nell’uliveto


Qualche consiglio anche sulle cose da evitare:
• ❌ Non potare pesantemente: meglio aspettare fine inverno
• ❌ Non zappare profondo vicino alle radici
• ❌ Non usare diserbanti chimici (meglio taglio meccanico o pacciamatura)
• ❌ Non concimare a caso: sempre dopo analisi o esperienza

Preparare il terreno… è un gesto d’amore
Ogni anno, quando finisco di raccogliere e comincio a sistemare il mio uliveto, mi viene sempre da pensare a una cosa:

La pianta dell’olivo è generosa, ma ha bisogno che qualcuno si prenda cura di lei anche quando non dà frutti.
Preparare il terreno in autunno vuol dire rispettare il ciclo naturale dell’ulivo, aiutarlo a riposare, a nutrirsi, a rigenerarsi.

E ogni volta che poi, l’anno dopo, vedo le nuove gemme spuntare… beh, capisco che ne è valsa la pena.

FAQ – Domande frequenti sulla preparazione dell’uliveto in autunno


Quando si concima l’uliveto in Toscana?
Il periodo ideale è tra fine ottobre e novembre, subito dopo la raccolta. Si usano concimi organici o compost.

Si può lavorare il terreno con il trattore?
Sì, ma con attenzione. Solo lavorazioni superficiali, per non danneggiare le radici.

Serve irrigare in autunno?
Generalmente no, ma se l’autunno è particolarmente secco, si può dare un’irrigazione leggera prima delle concimazioni.

Cos’è il sovescio e quando si fa?
È la semina di piante “nutrienti” come senape, veccia, favino. Si semina in autunno e si interra a primavera.

Posso potare gli ulivi in autunno?
Meglio evitare potature drastiche. Se proprio necessario, si possono rimuovere rami secchi o malati.


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