Settembre in Toscana
Tra vendemmia e vino nuovo

Azienda agricola Alessandro Capitoni

Settembre, da queste parti, ha un profumo che ti resta dentro. Un misto di terra calda, mosto fresco, uva matura e mani sporche di vite.

In Toscana, il mese della vendemmia è molto più che un passaggio stagionale: è un rito antico, un momento che scandisce la vita agricola e che unisce persone, paesi e tradizioni.
In questo articolo ti porto con me tra i filari, sotto il sole di settembre, per raccontarti cosa significa davvero fare la vendemmia in Toscana. Non solo dal punto di vista pratico, ma anche culturale e umano. E poi parliamo anche di vino nuovo, naturalmente. Perché qui, ogni bottiglia è una storia.

Il mese della vendemmia: perché settembre?


Settembre è il cuore della vendemmia in Toscana.
Le giornate si accorciano, le mattine iniziano ad avere quella freschezza che ti fa tirare fuori la felpa leggera, e le viti raggiungono il momento perfetto di maturazione.
Non tutte le uve si raccolgono nello stesso momento, ovviamente. Il calendario dipende da:
• Vitigno (Sangiovese, Trebbiano, Canaiolo, Merlot…)
• Posizione del vigneto (più alto = vendemmia più tardiva)
• Tipologia di vino che si vuole ottenere (fresco? strutturato?)
• Annata climatica (estate calda, piogge di agosto…)

Ma in generale, la vendemmia in Toscana va dalla prima settimana di settembre fino ai primi giorni di ottobre.

Vendemmia toscana:

un lavoro di squadra… e di cuore
Da piccolo, la vendemmia per me voleva dire solo una cosa: saltare scuola.
“Non si va in classe oggi, si vendemmia!” E giù a mettere le scarpe vecchie e il cappellino.
Oggi continuo a viverla così, anche se sono passati gli anni. È un momento che si fa insieme: amici, vicini, familiari. Qualcuno che porta il vino dell’anno prima, qualcun altro la schiacciata con l’uva. Si lavora, sì, ma si ride, si canta, si racconta.

La vendemmia manuale, nei piccoli vigneti della Val d’Orcia, è ancora molto diffusa. Cesto alla mano, cesoie e via tra i filari.

Le fasi della vendemmia: dalla pianta alla cantina
1. Raccolta dell’uva
A mano o con piccoli macchinari nei vigneti più estesi.
Si scelgono i grappoli migliori, si scartano quelli troppo maturi o danneggiati. La qualità inizia da qui.
2. Trasporto in cantina
In cassette forate (mai sacchi chiusi, per evitare fermentazioni premature).
Si lavora velocemente, per evitare che l’uva si scaldi troppo.
3. Pigiatura
Un tempo si pestava coi piedi, oggi si usano pigiatrici soffici.
Il succo (mosto) viene separato dalla buccia, oppure lasciato insieme, a seconda del tipo di vino.
4. Fermentazione
Il mosto inizia a fermentare, grazie ai lieviti naturali o selezionati.
Inizia così la magia: gli zuccheri diventano alcol, e nasce il vino.

Il vino nuovo: cos’è e perché lo amiamo così tanto
Il vino nuovo (detto anche “vino novello”) è il primo risultato della vendemmia.
È un vino giovane, fresco, che spesso si beve già tra fine ottobre e novembre, poco dopo la fermentazione.

In Toscana non siamo famosi per i “novelli” in stile Beaujolais francese, ma il concetto di assaggiare il primo vino dell’anno è sacro anche qui.

Caratteristiche del vino nuovo:
• Colore brillante e vivo
• Profumo fruttato, quasi vinoso
• Gusto fresco, morbido, poco tannico
• Da bere giovane, senza aspettare anni

Perfetto con castagne, salumi freschi, zuppe rustiche.
E da servire rigorosamente con amici attorno, magari davanti a un camino acceso.

Uva e cucina: settembre a tavola
La vendemmia non è solo vino.
In Toscana, l’uva da tavola e quella da vino si usano anche in cucina. Ecco qualche piatto tipico del periodo:

1. Schiacciata con l’uva (Schiacciata all’uva)
Un dolce rustico, fatto con pasta di pane, zucchero, olio extravergine e chicchi d’uva.
Da mangiare a colazione, merenda o anche a fine pasto.

2. Arista all’uva
Maiale e uva? Funziona benissimo.
La carne cuoce lentamente con uva nera, cipolla e vino rosso. Risultato? Tenerissima e profumata.

3. Insalata con uva, pecorino e noci
Un piatto semplice, fresco, perfetto per salutare l’estate.
Qualche chicco di uva tagliato a metà, scaglie di pecorino toscano, noci, olio buono e via.

Esperienze in vigna: da non perdere
Se vuoi vivere davvero il settembre toscano, il mio consiglio è: vieni in vigna.
Ormai tanti piccoli produttori (me incluso!) offrono:
• Vendemmie aperte al pubblico
• Degustazioni di vino nuovo
• Pranzi tra i filari
• Racconti su vitigni, terroir e cantine
È un modo per toccare con mano la fatica (e la bellezza) del fare vino, e per bere qualcosa sapendo da dove arriva.

Settembre in Val d’Orcia:

non solo uva
Anche se la vendemmia è regina, settembre è un mese ricchissimo nei campi e negli orti:
• Fichi, dolci e maturi
• Pomodori ancora pieni di sole
• Zucche e zucchine, pronte per zuppe e risotti
• Melanzane, peperoni, cipolle rosse per grigliate finali
Il menù di settembre, credimi, è un vero spettacolo. E con un filo del mio olio EVO nuovo... diventa poesia.

FAQ – Vendemmia e vino nuovo in Toscana


Quando si fa la vendemmia in Toscana?
Tra inizio settembre e inizio ottobre, a seconda del vitigno e della zona.

Cos’è il vino nuovo?
È il primo vino ottenuto dalla fermentazione dell’uva appena raccolta. Si beve giovane e ha un gusto fresco e fruttato.

Si può partecipare alla vendemmia?
Sì! Molti produttori toscani organizzano vendemmie aperte, pranzi in vigna e degustazioni.

Che piatti tipici si preparano a settembre in Toscana?
Schiacciata con l’uva, arista all’uva, insalate con frutta e formaggi, zuppe con ortaggi di stagione.


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